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mercoledì 13 luglio 2016

FESTEGGIAMO FATIMA O LUTERO ? UN ANONIMO " dott.G.I." CHE DIMOSTRA MODERAZIONE E COMPETENZA IN TEOLOGIA, IN PROFEZIE MARIANE E NON SOLO, UN GRAN PECCATO CHE LE SUE ANALISI SPARISCANO NEI NUMEROSI COMMENTI SUL BLOG "DUCA DEI TEMPI"


Risultati immagini per PROFEZIE e martin lutero


Cari amici, vediamo di capirne qualcosa di più
Anonymous 9 luglio 2016 18:43


@ Mario Mancusi


Paolo Deotto ci ha messo tre mesi (dalla pubblicazione dell'esortazione) per scoprire l'acqua calda.

È ovvio che l'esortazione è un atto del magistero ORDINARIO. Chi lo nega?

http://www.riscossacristiana.it/il-cardinale-christoph-schonborn-e-lesplicito-invito-al-sacrilegio-di-paolo-deotto/


Le "anime belle" (come le chiama lui per “delicatezza”) hanno capito fin troppo bene fin dall'inizio quello che lui ora va realizzando.

Quando il cardinale Burke parla di "non magistero", bisogna intendere correttamente.

Scrive Burke:

«L’unica chiave per la corretta interpretazione di Amoris Laetitia è l’insegnamento costante della Chiesa e della sua disciplina che protegge e promuove questo insegnamento. Papa Francesco ha chiarito fin dall’inizio che l’Esortazione Apostolica Post-sinodale non è un atto di Magistero (cf. n. 3). La tipologia stessa del documento conferma la stessa cosa. È scritto come una riflessione del Santo Padre sul lavoro delle ultime due sessioni del Sinodo dei vescovi. Per esempio, nel capitolo ottavo, che ad alcuni piace interpretare come il progetto di una nuova disciplina con implicazioni ovvie per la dottrina della Chiesa, Papa Francesco, citando l’Esortazione Apostolica post-sinodale, Evangelii Gaudium, afferma:

- Comprendo coloro che preferiscono una pastorale più rigida che non dia luogo ad alcuna confusione. Ma credo sinceramente che Gesù vuole una Chiesa attenta al bene che lo Spirito sparge in mezzo alla fragilità: una Madre che, nel momento stesso in cui esprime chiaramente il suo insegnamento obiettivo, “non rinuncia al bene possibile, benché corra il rischio di sporcarsi con il fango della strada” (n. 308).

In altre parole, il Santo Padre sta proponendo ciò che lui personalmente ritiene essere la volontà di Cristo per la sua Chiesa, ma egli non intende imporre il suo punto di vista né condannare coloro che insistono su quella che lui chiama “una pastorale più rigida”. La natura personale cioè non magisteriale del documento emerge anche dal fatto che le citazioni riportate provengono principalmente dal documento finale della sessione 2015 del Sinodo dei Vescovi, nonché dai discorsi e dalle omelie di Papa Francesco stesso. Non si ha un impegno costante di collegare il testo in generale o tali citazioni al Magistero, ai Padri della Chiesa e agli altri autori provati.

In altre parole, un’Esortazione Apostolica post-sinodale, per la sua propria natura, non propone una nuova dottrina e una nuova disciplina, ma applica la dottrina e la disciplina costanti alle situazioni del mondo contemporaneo.

Allora come deve essere recepito questo documento? Prima di tutto, deve essere accolto con quel profondo rispetto dovuto al Romano Pontefice in quanto Vicario di Cristo, che è, secondo le parole del Concilio Ecumenico Vaticano II, “perpetuo e visibile principio e fondamento dell'unità sia dei vescovi sia della moltitudine dei fedeli” (Lumen Gentium, n. 23).

Alcuni commentatori confondono questo rispetto con un presunto obbligo di credere “per fede divina e cattolica” (can. 750, § 1) tutto ciò che è contenuto nel documento. Ma la Chiesa cattolica, mentre insiste sul rispetto dovuto all’Ufficio pietrino, in quanto istituito da Nostro Signore stesso, non ha mai sostenuto che ogni affermazione del Successore di San Pietro debba essere ricevuta come parte del suo Magistero infallibile.»

http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV1470_Card-Burke_Amoris_laetitia.html

Fin qui il cardinale Burke.

Quindi, atto sì del Magistero Ordinario, ma non Magistero infallibile.

La sua linea di resistenza consiste essenzialmente nel non riconoscere alla "Amoris laetitia" il rango di documento magisteriale, ma semplicemente quello di "una riflessione del Santo Padre", di un suo "punto di vista che EGLI NON INTENDE IMPORRE". Valgono cioè le regole di sempre.

Per Kasper, invece, la "Amoris laetitia" è nientemeno che "il più importante documento nella storia della Chiesa dell'ultimo millennio".

(continua...)


E chi si schiera apertamente con lui, come fa ad esempio il quotidiano "Avvenire" della conferenza episcopale italiana, non vede affatto nella "Amoris laetitia" soltanto "la riflessione ad alta voce di un padre saggio", ma proprio quello che il cardinale Burke non vuole vedervi: cioè "un documento del magistero" in piena regola, "saldo e rivoluzionario", che segna "l’archiviazione di una pastorale dei divieti e degli obblighi".

Leggiamo ora l'intervista al cardinale Christoph Schönborn:

«È evidente che si tratta di un atto di magistero! È una Esortazione apostolica. È chiaro che il Papa qui esercita il suo ruolo di pastore, di maestro e dottore della fede, dopo avere beneficiato della consultazione dei due Sinodi. Penso che, senza dubbio alcuno, si debba parlare di un documento pontificio di grande qualità, di un’autentica lezione di sacra doctrina, che ci riconduce all’attualità della Parola di Dio. Amoris laetitia è un atto del magistero che rende attuale nel tempo presente l’insegnamento della Chiesa».

«Il fatto rilevante di questo documento è che esso supera le categorie di “regolare” e “irregolare”. Non ci sono, in modo semplicistico, da un lato i matrimoni e le famiglie che funzionano, che vanno bene, mentre le altre non vanno bene. Francesco parla di questa realtà che riguarda tutti: siamo viatores, siamo in cammino. Siamo tutti soggetti al peccato e tutti abbiamo bisogno della misericordia. [...] Francesco non nega che ci siano situazioni regolari o irregolari, ma va al di là di questa prospettiva per mettere in pratica il Vangelo: chi tra voi non ha mai peccato scagli la prima pietra».

«Il Papa ci invita a non guardare soltanto le condizioni esteriori, che hanno la loro importanza, ma a domandarci se abbiamo sete di perdono misericordioso, allo scopo di rispondere meglio al dinamismo santificatore della grazia. Il passaggio tra la regola generale e i “certi casi” non si può fare solo attraverso considerazioni di situazioni formali. È possibile dunque che, in certi casi, colui che è in una situazione oggettiva di peccato possa ricevere l’aiuto dei sacramenti».

Fin qui si potrebbe anche essere d'accordo. Poi il padre Spadaro pone la domanda centrale:

D (Antonio Spadaro): Che cosa vuol dire «in certi casi»? Qualcuno si chiede perché non farne una sorta di inventario…

R (Card. Schonborn): «Perché altrimenti il rischio è quello di cadere nella casistica astratta e, cosa più grave, creiamo — anche attraverso una norma d’eccezione — un diritto a ricevere l’Eucaristia in situazione oggettiva di peccato. Qui mi sembra che il Papa ci metta di fronte all’obbligo, per amore della verità, di discernere i casi singoli in foro interno come in foro esterno».

Il punto è proprio quello dei "certi casi". Nessun “inventario” è stato fatto.

Chi li giudica i singoli casi concreti?

I sacerdoti “in foro interno”.

Ma i sacerdoti la pensano tutti allo stesso modo? No.

Se tu dai una regola precisa, può darsi che a fatica si arrivi ad una uniformità di comportamenti.

Quando invece si lascia discernere e decidere al singolo sacerdote, avremo sicuramente difformità di comportamenti e quindi, teoricamente, divisione.

Ecco perché, nella sua ricerca di una pastorale della misericordia, l'esortazione è in certi punti segnata dal SOGGETTIVISMO e dal RELATIVISMO MORALE. La regola oggettiva è sostituita, alla maniera protestante, dalla coscienza personale. Ciò non è IN SÉ un male, ma potrebbe diventarlo (in mano a cattivi sacerdoti).

Le conseguenze dell’Amoris laetitia potrebbero essere (e già sono): un parroco, come è suo dovere, rifiuta di dare il Corpo di Cristo ai peccatori pubblici, mentre un altro invita tutti a fare la Comunione.

Il Presidente della Conferenza episcopale delle Filippine ha dichiarato che l’Amoris laetitia sarà immediatamente messa in pratica nel suo paese e di conseguenza, in certi casi, delle persone divorziate e «risposate» riceveranno la Comunione. Una profonda divisione si delinea in seno all’episcopato.

(continua...)


Cosa è stato fatto con questa esortazione?

Come è stato scritto, invece di elevare "ciò che è" al livello di "ciò che deve essere", si è abbassato "ciò che deve essere" a "ciò che è", alla morale permissiva dei modernisti e dei progressisti.

Quindi lo strappo c'è stato e grosso. Tutto ora dipenderà dalla sapienza dei singoli sacerdoti di discernere chi "in una situazione oggettiva di peccato" possa accedere al sacramento dell'Eucarestia. Teoricamente potrebbe essere anche nessuno (come era prima dell'esortazione), oppure tutti.

Poiché già si prevedono abusi a non finire, alcuni hanno invocato chiarimenti su come applicare concretamente l'esortazione.

Il cardinale Ennio Antonelli, ha chiesto “ulteriori indicazioni da parte della competente autorità", per ovviare a “rischi e abusi sia tra i pastori che tra i fedeli”. Il timore del cardinale è che "la comunione eucaristica dei divorziati risposati e dei conviventi diventi rapidamente un fatto generalizzato".

Bisogna leggere quello che scrive Antonelli:

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1351334

Consiglio di leggere una breve ma densa scheda del Padre Paolo Berti, cappuccino, membro del GRIS, molto concreta ed equilibrata.

Egli scrive (e qui si ricollega alla tesi del cardinale Burke: "L’unica chiave per la corretta interpretazione di Amoris Laetitia è l’insegnamento costante della Chiesa..."):

«Il nuovo documento “Amoris Laetitia” di Papa Francesco è un’esortazione apostolica post-sinodale, cioè a seguito dei lavori dell’ultimo Sinodo sulla Famiglia. NON È MAGISTERO INFALLIBILE, cioè ex cathedra e quindi con valore vincolante in assoluto, ma solo magistero AUTENTICO, che come tale rimane nei confini della dottrina della Chiesa. La singolarità è però l’invito a un atteggiamento genericamente più aperto nei confronti dei divorziati risposati, con una valutazione affidata al discernimento personale e pastorale dei sacerdoti, senza una regola che possa essere di base ad un’oggettività comune tra i sacerdoti. La regola o le regole, che fanno sempre da base comune, avrebbero dovuto essere espresse e quindi legiferate - canoniche -, ma ciò il documento lo esclude.

“E’ comprensibile che non si dovesse aspettare dal Sinodo o da questa esortazione una nuova normativa generale di tipo canonico, applicabile a tutti i casi. E’ possibile soltanto un nuovo incoraggiamento ad un responsabile discernimento personale e pastorale dei casi particolari, che dovrebbe riconoscere che, poiché il grado di responsabilità non è uguale in tutti i casi le conseguenze o gli effetti di una norma non necessariamente devono essere sempre gli stessi”.»

«Ecco, l’esortazione non ha posto alcuna norma, come è esplicitamente dichiarato, e non ne ha abrogata nessuna, nello specifico sul vivere da fratello e sorella, soluzione connessa con l’indissolubilità del matrimonio. Il vivere da fratello e sorella è punto espresso nella Familiaris Consortio di Giovanni Paolo II e nell’esortazione post-sinodale di Benedetto XVI, Sacramentum Caritatis.

Solo nella nota (329) dell’Amoris Laetitia, in qualche modo, è RIDISCUSSA - NON ABROGATA - la norma del vivere da fratello e sorella.

«E’ certamente da sottolineare che in nessuna parte dell’Esortazione Papa Francesco dice che i divorziati risposati possono accedere all’Eucarestia senza la condizione di vivere da “fratello e sorella, ovvero da amici”, secondo quanto dice la Familiaris Consortio 84 e la Sacramentum Caritatis 29 di Benedetto XVI.»

http://www.perfettaletizia.it/archivio/infomazione/amoris_laetitia/scheda.html

In questo giusto contesto, posto dal padre Berti, (nessuna nuova norma è stata approvata canonicamente, né abrogata) dovrebbe essere più facile applicare l'esortazione, nel solco del Magistero perenne della Chiesa.

La questione, però, è ancora in divenire... e più che chiarezza, si è creata confusione.
dott. G.I. 

Aldo Mazzurco 9 luglio 2016 22:07

Bla bla bla... i preti di città danno da sempre la comunione a tutti dato che non conoscono tutti quelli che seguono la messa pertanto gli abusi ci sono sempre stati







Sì, ma gli abusi di cui parli senza saperlo, non sono imputabili al sacerdote che dà la Comunione, ma al fedele che la riceve sacrilegamente.

L'Eucaristia può trasformarsi davvero in un veleno mortale per le anime.

È l'apostolo San Paolo che lo afferma quando dice:

“chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna.” (Prima lettera ai Corinzi 11, 27-29)

L'apostolo parla di chi profana l'Eucarestia, facendo la Comunione in peccato mortale e quindi compiendo un sacrilegio.

Il sacerdote non è tenuto a chiedere i documenti a ciascun fedele per appurare se è in peccato o no; è il fedele che DEVE ESAMINARE SÉ STESSO prima di accedere all'Eucarestia ("Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice").



Coloro che si trovano in una situazione oggettiva di peccato grave possono essere peccatori



1) occulti oppure

2) notori (manifesti).

Il comportamento del sacerdote sarà diversificato.

"Riguardo ai peccatori bisogna distinguere. Alcuni sono occulti; altri manifesti o per l’evidenza dei fatti, come i pubblici usurai e i rapinatori; oppure per la sentenza di un tribunale ecclesiastico o civile. Ebbene, ai peccatori manifesti non si deve dare la santa comunione, neanche se la chiedono...

Invece se i peccatori non sono notori ma occulti, non si può negare la santa comunione quando la chiedono. Perché, essendo ogni cristiano ammesso alla mensa del Signore per il fatto che è battezzato, non gli si può togliere il suo diritto se non per una ragione manifesta."

http://it.aleteia.org/2013/09/18/quando-ci-si-puo-rifiutare-di-dare-leucarestia-per-evitare-un-sacrilegio/

http://www.lampinelletenebre.com/category/comunione-sacrilega/

Dunque, per i separati e i divorziati non cambia nulla, anche dopo l'esortazione: non possono ricevere l'Eucarestia (possono fare solo la Comunione spirituale).

Non è che quindi, dopo l'esortazione, tutti i separati e divorziati si sentono autorizzati a ricevere l'Eucarestia. Soltanto quelli che "in certi casi" sono esaminati dal sacerdote "in foro interno" e giudicati non meritevoli di tale esclusione.

Per il resto, per quelli che non si fanno seguire da un sacerdote che giudica il loro caso singolo, sono tutte comunioni sacrileghe!

Quindi, nessun fai-da-te generalizzato. Solo "in certi casi" da valutare.

Il problema è stato sollevato in passato per Berlusconi, pluridivorziato & co.: in molte occasioni pubbliche (es. funerali) riceveva la Comunione. Alcuni uomini di Chiesa dicevano che poteva farlo, altri dicevano che era sacrilegio.

"Sta alla sua coscienza giudicare se avesse o meno le disposizioni interiori richieste per fare la Comunione (cf canone 916). Non spetta neppure al sacerdote che distribuisce la Comunione impedire questo gesto, a meno che la persona in questione non sia scomunicata o interdetta con pubblica sentenza (cf canone 915)."

http://www.famigliacristiana.it/articolo/la-comunione-a-berlusconi-e-giusto.aspx

https://dietrolequintee.wordpress.com/2012/08/17/berlusconi-puo-fare-la-comunione-le-regole-della-chiesa-valgono-per-tutti-senza-eccezioni/

Durante la Messa di domenica 17 aprile 2016, celebrata dal cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, presso la sede espositiva di Rho Fiera a conclusione del 55ennesimo “Salone del Mobile”, proprio Silvio Berlusconi riceveva dalle mani di un sacerdote l’Ostia consacrata.

Angelo Scola ha applicato subito con Berlusconi l’”Amoris laetitia”!

http://www.dongiorgio.it/18/04/2016/angelo-scola-applica-subito-con-berlusconi-lamoris-laetitia/

Il discorso è giusto: ognuno è libero di mangiare la propria condanna.

dott. G.I. 

Anonymous 9 luglio 2016 19:04

Il mio timore è che mentre la Chiesa non ha ancora digerito l'esortazione post-sinodale, con tutti gli sforzi che sta facendo per far rientrare il documento tra la dottrina secolare cattolica, il Papa se ne esca con qualche altra picconata che già intravedo...

Il Papa vuole riformare la Messa.

Appello del Prefetto per il Culto Divino Sarah per riportare dal prossimo Avvento 2016 la celebrazione con un comune orientamento di fedeli e sacerdote ad orientem.

«E' molto importante» ha detto il prefetto della Congregazione vaticana per il Culto divino «tornare al più presto possibile a un orientamento comune, di sacerdoti e fedeli insieme nella stessa direzione - verso est, o almeno verso l'abside - verso il Signore che viene. Vi chiedo di attuare questa pratica per quanto possibile».

Già in altre occasioni il prefetto aveva caldeggiato chiaramente il culto rivolti ad orientem, dall'Offertorio in poi.

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-ritorno-a-oriente-il-papa-vuole-riformare-la-messa-16697.htm

dott. G.I. 

Risposte

Il Nibbio9 luglio 2016 19:14

Questa sarebbe una grazia!




Sì, sarebbe una grazia e farebbe contenti tutti i tradizionalisti.

Ma bisogna vedere come viene attuata e se comporterà altre riforme (per esempio al Messale).

E chi scontenterà.

Resta comunque colossale l'ambiguità di questo pontefice.

dott. G.I.


Il Nibbio 9 luglio 2016 19:39

Ambiguità a dir poco!
Chi lo capisce è bravo!!!!



mario mancusi 9 luglio 2016 21:55

Dott G.I. il mio timire è ancira più grave , non vorrei che in occasione del vuaggio in svezia del 31 ottobre si possa sancire la possibilità tra protestanti e cattolici di fare la comunione in modo legittimo vicendevolmente. .....sarebbe l'attacco finale all'eucarestia.....ma cornaacchiola bon predisse l'avvento di un papa eretico ? Cosa ne pensi



"Il mio timore è ancora più grave , non vorrei che in occasione del viaggio in Svezia del 31 ottobre si possa sancire la possibilità tra protestanti e cattolici di fare la comunione in modo legittimo vicendevolmente..." (Mario Mancusi)

Il problema non è solo questo, ma c'è dell'altro molto più grave.

Qualche considerazione preliminare sul 2017.

Il 2017 sarà un anno veramente decisivo, non perché succederà chissà che cosa di speciale (né Avvertimento, né Miracolo, ecc.), ma perché è un anno importante simbolicamente e storicamente.

Il centenario di Fatima va visto in relazione ad altre due o tre ricorrenze collegate.

1) La massoneria festeggerà, nel 2017, il terzo centenario della sua esistenza (1717-2017). E sarà un anno intero di festeggiamenti.

La massoneria nacque ufficialmente il 24 giugno 1717 nella Gran Loggia a Londra. Questo fu l’approdo di un lungo lavoro iniziato già nel ‘600.

Per i nemici della Chiesa è un anno fondamentale: vorrebbero festeggiare il trionfo finale sulla Chiesa cattolica. Sono certo che tutto l'anno 2017 sarà un anno di festeggiamenti massonici e anticattolici.

2) il centenario della Rivoluzione russa (1917).

3) i 500 anni della Riforma protestante di Lutero (1517 - 2017)

La Decade di Lutero

Il 31 ottobre 1517 Martin Lutero rese pubbliche le 95 tesi contro l’abuso dell’indulgenza. La famosa affissione delle tesi alla porta della chiesa del castello di Wittenberg è considerata l’inizio della Riforma.

C'è stata una decade introduttiva al grande anniversario. Il 21 settembre 2008 è stata solennemente inaugurata la "Lutherdekade" (Decade di Lutero) nella chiesa del castello di Wittenberg.

IL 2017 SARÀ UN INTERO ANNO DI FESTEGGIAMENTI PROTESTANTI.

La Chiesa evangelica inizia ufficialmente già nel 2016 le celebrazioni per il Giubileo della Riforma. Il 500.esimo anniversario dell’affissione delle tesi di Martin Lutero cadrà solo nel 2017, tuttavia il Giubileo viene aperto già il 31 ottobre.

La città di Lutero, Wittenberg, ha iniziato già da anni a ripulirsi in vista delle celebrazioni.

Il Giubileo della Riforma viene ritenuto dal parlamento tedesco un “evento di rango mondiale”. La data del 31 ottobre 2017, il 500.esimo anniversario dell’affissione delle tesi di Martin Lutero a Wittenberg, sarà proclamata giornata di festa in tutta la Germania. Nei cinque Länder della Germania orientale la giornata della Riforma è già una festività ufficiale. Nella giornata in cui ricorre il Giubileo termineranno le celebrazioni.

http://www.chiesaluterana.it/2016/01/13/ein-jahr-lang-feiern/

Veramente ciò che era impensabile dal marzo 2013, sta diventando realtà.

Papa Francesco sarà in Svezia il prossimo 31 ottobre: prenderà parte ad una cerimonia congiunta in programma a Lund fra la Chiesa Cattolica e la Federazione Luterana Mondiale, per commemorare il 500.mo anniversario della Riforma di Martin Lutero.

Era proprio necessario?

Positivo è che la Riforma da evento di divisione diventi occasione propizia per un incontro fra cattolici e luterani. Ma sarà sufficiente per favorire quel passo avanti dei protestanti verso il riconoscimento del PRIMATO papale?

Io credo di no e sono in tanti nella Chiesa a ritenere che, la partecipazione del Papa alle commemorazioni della Riforma alla fine rischi di rivelarsi soltanto una "riabilitazione" di Lutero.

Eppure il 2017 (anzi già da maggio 2016) inizierebbero piuttosto le celebrazioni per il Centenario della Apparizioni di Fatima. Benedetto XVI fece intendere che non avrebbe partecipato ai “festeggiamenti” luterani, mentre sollecitava la Chiesa intera a prepararsi bene per il Centenario di Fatima.

(continua...)



Scusate, c'è stato un errore del blog che mi rifiutava la pubblicazione della seconda parte.

Poi sono riuscito...

dott. G.I. 




Questa è la seconda parte

Fu proprio il cardinale Koch a dare questo comunicato ufficiale nel dicembre 2012, dicendo che Benedetto XVI (tedesco) non si sarebbe recato in Germania in occasione delle celebrazioni dei 500 anni della Riforma di Martin Lutero:

«Per la Chiesa cattolica non c’è nulla da festeggiare, l’aspirazione di Lutero non è riuscita. Si sono formate Chiese autonome e si sono svolte spaventose guerre di religione con conseguenze fatali per l’intera Europa. Come festeggiare?».

Nel suo nuovo libro ("Rapporto sulla speranza") il cardinale Müller ripete la stessa cosa:

«Noi cattolici non abbiamo alcun motivo per festeggiare il 31 ottobre 1517, la data considerata l’inizio della Riforma che portò allo scisma della cristianità occidentale».

http://riforma.it/it/articolo/2016/04/04/nessun-motivo-festeggiare-la-riforma

Dunque: «Per la Chiesa cattolica non c’è nulla da festeggiare».

Che cosa è cambiato oggi?

È cambiato il Papa e sta cambiando la Chiesa.

Siamo allora ad UNA COMMEMORAZIONE ECUMENICA della “Riforma” e cosa ci sarebbe di sbagliato?

Il problema è questo. Innanzi tutto è sbagliato parlare di RIFORMA. Festeggiando la Riforma luterana, il Papa fa passare il falso messaggio (che è una vera menzogna) che a riformare la Chiesa fu Lutero e non il Concilio di Trento. La vera commemorazione starebbe, perciò, non nel festeggiare la “riforma” di Lutero ma il Concilio di Trento!

Recentemente sono andato a rileggermi il comunicato ufficiale (non l'avevo letto quando uscì la notizia) perché non mi sembrava possibile ciò che scriveva l'articolista. Sapevo solo che il Papa aveva accettato l'invito di andare in Svezia. Invece...

La Preghiera Comune al centro della celebrazione si fonda in particolare sul documento “From Conflict to Communion: Lutheran-Catholic Common Commemoration of the Reformation in 2017 - Dal conflitto alla comunione: commemorazione comune luterano-cattolica della Riforma nel 2017” e presenta i temi del rendimento di grazie, del pentimento e dell’impegno alla testimonianza comune, “al fine - aggiunge il comunicato - di esprimere i doni della Riforma e chiedere perdono per le divisioni seguite alle dispute teologiche”.

RIPETO:

"...al fine di esprimere i doni della Riforma e chiedere perdono per le divisioni seguite alle dispute teologiche"

1) i "doni della Riforma" ???

2) "chiedere perdono per le divisioni" ???

Ma stiamo veramente scherzando?

Quali "doni" la Riforma luterana ha portato alla cattolicità, se non scismi, lotte, guerre, divisioni, eresie, ecc., ecc.?

E la cosa più grave ancora è l'intenzione di "chiedere perdono per le divisioni seguite alle dispute teologiche". Il comunicato ci sta annunciando con mesi di anticipo che il Papa andando a commemorare la Riforma luterana, chiederà PERDONO, cioè farà un formale ATTO di richiesta di perdono ai luterani, come se lo scisma fosse stato causato dai cattolici.

Riporto le conclusioni di questo ottimo articolo che invito a leggere.

https://gloria.tv/article/KtcFcvFQyfN

<<Che cosa? Ma stiamo scherzando? Chiedere perdono per le divisioni seguite alle dispute teologiche? Ma che si sono bevuti il cervello? Da quel “nulla da festeggiare” siamo arrivati a dover chiedere perdono per il Concilio di Trento? Perché questo è stato quel concilio: un raccogliere le dispute teologiche sollevate dalla PROTESTA (e non riforma) protestante e alla quale la Chiesa dette una risposta definitiva.

Non dobbiamo obbedire affatto quando la gerarchia cattolica ci imponesse un vangelo diverso.

E quale è questo “vangelo diverso”? Leggiamo cosa scriveva Lutero: nel suo Contra Enricum Regem Angliae (Werke, t. X, sez. II): «Quando avremo fatto crollare la Messa, penso che avremo fatto crollare tutto il Papato. Perché è sulla Messa, come su roccia, che il Papato intero si appoggia, con le sue dottrine e diocesi, con i suoi monasteri e ministeri e collegi e altari, cioè con tutto il suo ventre».

Martin Lutero (1483-1546).

(continua...) 


La beata Suor Serafina Micheli (1849-1911) vide la sua anima all’inferno, durante una visione mistica del 1883, mentre in Prussia festeggiavano il 400° della nascita.

E' questo che il papa andrà a festeggiare il 31 ottobre prossimo? Noi ci DISSOCIAMO da questo halloween, piuttosto eleveremo ancora più in alto i cuori circondati dalla Corona del Rosario di Maria dal quale, ogni Ave Maria intonata, è un pugno allo stomaco del demonio artefice di questa schizofrenia che sta lacerando la Santa Chiesa di Cristo, la Chiesa una, santa, cattolica e non protestante, non luterana e per nulla ecumenica se, per ecumenismo si intende quel “vangelo diverso” di cui san Paolo ci ammonisce nella Lettera ai Galati.>>

Ricordate la profezia del venerabile Bartolomeo Holzhauser?

"Il quinto periodo della Chiesa, che iniziò attorno al 1520, terminerà con l’arrivo del Papa Santo e del potente Monarca..."

"Attorno al 1520" vuol dire più esattamente il 1517, anno dell'affissione delle 95 tesi.

Dieci anni dopo venne il Castigo per Roma: la città invasa, incendiata e saccheggiata.

Il sacco di Roma iniziò il 6 maggio 1527 da parte delle truppe dei lanzichenecchi, i soldati mercenari tedeschi arruolati nell'esercito dell'Imperatore Carlo V d'Asburgo.

Dopo aver saccheggiato il saccheggiabile e perduta la possibilità di ottenere il riscatto, nonché decimati dalla peste e dalle diserzioni, gli Imperiali si ritirarono da Roma tra il 16 e il 18 febbraio 1528.

Dopo il terribile Sacco, la vita cambiò profondamente. La Roma gaudente del Rinascimento si trasformò nella Roma austera e penitente della Contro-Riforma.

Ecco quindi il decennio terribile, a mio parere: 2017 - 2027/2028

La Chiesa cattolica che dopo 500 anni arriva a riconoscere che il monaco ribelle aveva ragione?

Già uscito il libro del cardinal Kasper a favore di Lutero e l'ecumenismo

http://www.queriniana.it/libro/martin-lutero-2118

Lutero "canonizzato" da Avvenire, il quotidiano dei vescovi.

http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2015/12/avvenire-canonizza-lutero-cristiano.html

Inaugurata dal sindaco Marino nel cuore del Parco di Colle Oppio, a pochi passi dal Colosseo, la piazza “Martin Lutero: Teologo tedesco della Riforma (1483-1546)”. Un evento tanto atteso dal mondo evangelico e protestante di Roma.

http://aidlr.it/news/news-in-evidenza-02/

ecc.

Cosa festeggiare nel 2017 ? Fatima o Lutero ??

Le apparizioni di Fatima saranno oscurate da tutti i festeggiamenti programmati per il 2017 da protestanti e massoni.

Il papa ha detto testualmente che celebreremo insieme in tutto il mondo una comune COMMEMORAZIONE ECUMENICA ... intende celebrare MONDIALMENTE una delle ferite più disastrose per la Chiesa Cattolica.

Ricordo che i luterani rifiutano tra altre cose:

1) la presenza reale

2) la verginità della Madonna

3) il dogma dell'Assunzione in Cielo

4) il titolo di Madre di Dio

5) il sacramento della penitenza

6) il battesimo da neonati e da fanciulli

7) il matrimonio indissolubile

8) il celibato dei preti

9) il sacrificio della Santa Messa

10 il culto dei santi

...

Come comportarsi in simili situazioni? Basterà astenersi dai festeggiamenti?

Lutero è un eretico e ribelle che sta all'Inferno!

Come cattolico, io non desidero proprio che il Papa chieda perdono ai figli di Lutero. E di che cosa? Delle loro eresie?

Link utili:

Sant'Alfonso Maria de Liguori, dottore della Chiesa

Storia delle Eresie

DELL'ERESIE DI LUTERO

http://www.intratext.com/ixt/itasa0000/__P34G.HTM

Suor Serafina Micheli e la visione di Lutero all'Inferno

http://www.miliziadisanmichelearcangelo.org/content/view/2468/90/lang,it/

http://www.recuperanti.it/txt/serafina_1.pdf

Come si vede, gli errori e le decisioni sbagliate ci sono e vanno aumentando sempre di più.

Questo è quello che si annuncia. Può darsi che tutto sfumerà... senza grosse conseguenze. Vedremo come si svolgeranno le cose.

Bisognerà per forza ritornare a parlarne verso ottobre.

dott. G.I.


Lutero all'inferno? Forse ci finiranno quelli che credono di essere i depositari della verità, i farisei ipocriti di cui parla Gesù...
Seneca

Anonymous 10 luglio 2016 21:56

Dott G.I.non posso pensare che tutto questo accada...le porte degli inferi non prevarranno! Qualcosa dovrà pur ben accadere per impedire a F di compiere certe cose no?


Anonymous 10 luglio 2016 22:30

@ dott. G.I.La ringrazio di vero cuore per i suoi preziosi commenti in questo blog.
Spesso leggendola riesce con sapienza e "ispirazione" a trasmettere sempre un messaggio di speranza e mi passi il paradosso "razionale" concretezza cristiana.
La prego di non essere "avaro" nel numero dei suoi commenti che leggo sempre con sincera attenzione ed ammirazione.
Videre Nec Videri


Il Nibbio 10 luglio 2016 22:40

Dott. GI, la tua competenza è sempre una gradita sorpresa (anzi non è più una sorpresa ma una sicurezza...). Condivido le tue preoccupazioni. Il cuore della Chiesa è l'Eucarestia ovvero il Sacramento Fonte di ogni Sacramento. La lotta oltre che sulla Famiglia è proprio su questo tema. Pensare a cedimenti sui Sacramenti è qualcosa che mi fa rabbrividire....chi crede che il valore più importante sia l'Unità a scapito della Verità semplicemente non è cattolico.




“Lutero all'inferno? Forse ci finiranno quelli che credono di essere i depositari della verità, i farisei ipocriti di cui parla Gesù...” (Seneca)

Nessun depositario della Verità.

Avrei potuto affermare di mia autorità che Lutero è un dannato (e avrei detto ugualmente il vero). Invece, ho preferito citare l'autorità di una suora cattolica, Suor Serafina Micheli, beatificata il 28 maggio 2011. Non è una suorina qualunque, ma è una beata della Chiesa cattolica, fondatrice di un Ordine religioso, le Suore degli Angeli. I suoi scritti (anche le visioni) sono state minuziosamente esaminate dai censori teologici, prima che tutti gli atti del processo fossero passati alla Congregazione per le cause dei santi ed approvati.

Clotilde Micheli nacque a Imèr (Trento) l’11 settembre 1849, ha vissuto e lavorato in Germania e si è formata culturalmente in ambiente tedesco. Se Dio l'ha favorita di quella visione (tra le tante) c'è un preciso motivo.

Nel 1883, si trovava a passare per Eisleben, nella Sassonia, città natale di Lutero in occasione del quarto centenario della sua nascita (10 novembre 1483). Trovando una chiesa chiusa, si mise a pregare sugli scalini, ma un angelo la avvisò dicendo che era un tempio luterano protestante e le fece vedere Lutero all’inferno nei suoi patimenti. Così racconta l’episodio: mentre pregava, le comparve l’angelo custode, che le disse: «Alzati, perché questo è un tempio protestante».

Poi le soggiunse: «Ma io voglio farti vedere il luogo dove Martin Lutero è condannato e la pena che subisce in castigo del suo orgoglio».

Dopo queste parole vide un’orribile voragine di fuoco, in cui venivano crudelmente tormentate un incalcolabile numero di anime. Nel fondo di questa voragine v’era un uomo, Martin Lutero, che si distingueva dagli altri: era circondato da demoni che lo costringevano a stare in ginocchio e tutti, muniti di martelli, si sforzavano, ma invano, di conficcargli nella testa un grosso chiodo.

La suora pensava: se il popolo in festa vedesse questa scena drammatica, certamente non tributerebbe onori, ricordi, commemorazioni e festeggiamenti per un tale personaggio.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91738

Quindi, non è come dice Aldo Mazzurco:

"... sarebbe opportuno che i tradizionalisti, che vivono di fantomatiche visioni infernali di mistici esaltati (come ha fatto la suora a riconoscere Lutero tra innumerevoli anime?)..."

Non è stata la suora a riconoscere Lutero tra innumerevoli anime, ma l'angelo custode le ha voluto mostrare quel dannato, perché il popolo stava festeggiando l'anniversario della sua nascita.

Di visioni dell'inferno raccontate nei diari, autobiografie e scritti in generale di santi e beati cattolici ce ne sono tantissimi. Come prestiamo fede alle visioni sull'inferno di santa Faustina Kowalska, di suor Josefa Menendéz, della beata Anna Caterina Emmerich, di santa Teresa d'Avila, di santa Veronica Giuliani, dei tre pastorelli di Fatima, ecc., ecc., così noi cattolici possiamo ben prestare fede anche alle visioni di suor Serafina Micheli, che è beata.

http://www.papalepapale.com/develop/santi-allinferno-una-discesa-negli-abissi-infernali-con-i-santi-che-ci-sono-stati/

Meditate protestanti su chi è veramente Lutero:

P. Ballerini, sac. gesuita: Chi fosse Martin Lutero.

La Civiltà Cattolica, anno XXXIV, serie XII, vol. IV (fasc. 801, 24 ott. 1883) Firenze 1883, pag. 257-271.

https://forum.termometropolitico.it/123655-chi-era-veramente-martin-lutero.html

http://intuajustitia.blogspot.it/2015/05/martin-lutero-leretico-omicida-suicida.html

(continua...)



"Numeri alla mano, credo che solo il papa si renda conto che in Eurasia, ovvero nel vecchio mondo, i cattolici praticanti sono quattro gatti e che anche se sommati ai protestanti e agli ortodossi restano comunque in posizione nettamente inferiore rispetto alla crescita esponenziale dei musulmani, e pertanto se il cristianesimo non vuol soccombere con la denatalità e l'apostasia progressiva, non ha altra strada che l'unità..." (Aldo Mazzurco)

Questo stato di cose è stato chiaramente predetto dalla beata Emmerich e non deve preoccupare:

"Quando vidi la Chiesa di San Pietro in rovina, e il modo in cui tanti membri del clero erano essi stessi impegnati in quest’opera di distruzione - nessuno di loro desiderava farlo apertamente davanti agli altri -, ero talmente dispiaciuta che chiamai Gesù con tutta la mia forza, implorando la Sua misericordia. Allora vidi davanti a me lo Sposo Celeste ed Egli mi parlò per lungo tempo...

Egli disse, fra le altre cose, che questo trasferimento della Chiesa da un luogo ad un altro significava che essa sarebbe sembrata in completo declino. Ma sarebbe risorta. Anche se rimanesse un solo cattolico, la Chiesa vincerebbe di nuovo perché non si fonda sui consigli e sull’intelligenza umani. Mi fece anche vedere che non era rimasto quasi nessun cristiano, nell’antico significato della parola". (4 ottobre 1820)

http://profezie3m.altervista.org/ptm_profx_emmerich.htm

Da questa visione della beata Emmerich, si comprende bene che i veri cristiani (cattolici) saranno ridotti a pochissimi. Ma anche se rimanessero pochi cattolici, quella sarebbe la vera Chiesa di Dio. Dinanzi a Dio, non è il numero che conta, ma l'essere fedeli alla Verità. Elia era rimasto l'unico vero profeta di Dio, mentre i falsi profeti di Baal erano circa 450. Sfidò i profeti di Baal sul monte Carmelo e li vinse. Dopodiché, presso il torrente Kison, li scannò tutti e 450, uno per uno (1Re 18,17-40).

Quindi, non c'è da preoccuparsi, ma da essere fedeli.

Dio trionferebbe anche se rimanesse un solo vero cattolico!

"Dott G.I., non posso pensare che tutto questo accada...le porte degli inferi non prevarranno! Qualcosa dovrà pur ben accadere per impedire a F di compiere certe cose no?" (anonimo)

Le porte degli inferi non prevarranno: questo è sicuro. Però ci ridurremo ad essere in pochi, i veri cristiani, come dice la Emmerich. L'apostasia colpirà tutte le nazioni cristiane: solo in Portogallo si conserverà per grazia la vera fede.

Possiamo solo sperare che la strada sia veramente breve per il re, perché ormai sono quasi tre anni e mezzo. Il sito Royaldevice ha proposto il 24 agosto 2016 come fine della strada (dal 13 marzo 2013 + 1260 giorni = 24 agosto 2016). Ma sono ipotesi.

(continua...)


"L'ultimo papa e' Benedetto!" (Anonimo)

Le “rivelazioni” di MDM ci dicono che Papa Benedetto è L’ULTIMO VERO PAPA e che “le chiavi di Roma saranno ora restituite a Dio Padre” (messaggio MDM del 6 giugno 2011).

Chi ripete le stesse cose di MDM è praticamente “sedevacantista”.

Le cosiddette “chiavi” (recte: “Potere delle chiavi”) sarebbero ritornate in cielo, perché cessate con la rinuncia di Benedetto XVI.

«Le chiavi di Roma sono state restituite al Padre mio, Dio l’Altissimo che governerà dai Cieli.» (MDM 20 March 2013: «The keys of Rome have been returned to my Father, God the Most High who will rule from the Heavens.»)

Intanto, non esistono “le chiavi di Roma”: l’espressione è errata e Gesù non parlerebbe con questo linguaggio improprio. Cristo ha dato a Pietro le “chiavi del regno dei cieli”, e ha promesso che le porte degli inferi non avrebbero mai prevalso contro la Chiesa. Ora, se la Chiesa non è più in possesso di queste “Chiavi”, non è solo il Pontefice che viene svuotato, ma tutta la Chiesa crolla come priva d’importanza. E sappiamo tutti che, al di fuori della Chiesa, non c’è salvezza.

Questa palese eresia è collegata all’altra conseguente che sostiene che Benedetto XVI è L’ULTIMO PAPA DELLA CHIESA E DELLA STORIA, Petrus Romanus (e ciò è più che ovvio, se le “chiavi” sono ritornate in Cielo!).

Se così fosse, saremmo costretti credere che dopo Benedetto XVI, non ci saranno più papi. Eresie!

Se invece intendiamo, con Garabandal, che Benedetto è l'ultimo papa (la sua morte) prima che inizi la fase profetica chiamata "fine dei tempi", allora è un altro discorso.

"La prego di non essere "avaro" nel numero dei suoi commenti che leggo sempre con sincera attenzione ed ammirazione." (Videre Nec Videri)

Generalmente mi astengo dall'inserire commenti non in tema con l'articolo del blog, tranne se richiesto.

Altrimenti poi ci si lamenta giustamente, come in questo caso:

"Se non sbaglio il titolo dato a questo post era "SANGUE A DALLAS" ma come vedo di tutto s'è discusso....Remox io al tuo posto mi sentirei perlomeno mortificato,qualsiasi cosa posti è volutamente ignorata,forse va bene anche cosi!!" (forevergreen)

Dipende quindi dagli articoli di Remox.

Sarebbe scorretto inserire commenti liberi.

Se Remox scrive degli articoli su temi interessanti... volentieri.

Un saluto a tutti



dott. G.I.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

UN ANONIMO " dott.G.I." CHE DIMOSTRA MODERAZIONE E COMPETENZA IN TEOLOGIA, IN PROFEZIE MARIANE E NON SOLO, UN GRAN PECCATO CHE LE SUE ANALISI SPARISCANO NEI NUMEROSI COMMENTI SUL BLOG "DUCA DEI TEMPI"

Toh, sono io!

Cercavo un mio vecchio commento sul blog di Remox e chi mi ritrovo?
Google mi restituisce la ricerca dandomi alcuni miei commenti riportati su almeno tre siti (tra cui questo).
Strano effetto. Non pensavo che commenti senza alcuna pretesa potessero interessare qualcuno.

Comunque, grazie per gli apprezzamenti ("...DIMOSTRA MODERAZIONE E COMPETENZA IN TEOLOGIA, IN PROFEZIE MARIANE E NON SOLO...").
Effettivamente di questo mi interesso: profezie e apparizioni mariane soprattutto.

Dal mio primo commento su "o Sagrado" (l'Eucarestia),

http://ducadeitempi.blogspot.it/2014/11/anguera-il-tempo-delle-confusioni.html

da allora Remox mi chiese di continuare ad aggiornare il suo blog con i miei commenti, perché gli faceva piacere.
Così, di tanto in tanto, scrivo qualche commento o più spesso rispondo a qualche domanda di altri commentatori.
Sembrerà strano, ma sul blog di Remox, pur tra tanti limiti e commenti sgangherati, futili, bizzarri, ecc., trovai uno spunto su Garabandal che mi era completamente sfuggito (pur essendo io, diciamo così, un esperto di Garabandal) e che mi è stato utile.
Ecco perché da allora ci do sempre un'occhiata, ai post e ai commenti.

Blog o forum sulle profezie ce ne sono pochissimi in lingua italiana.

Lo sforzo che fa il forum GIALMA è notevole, ma i risultati sono modesti. E anche lì trovo costantemente riportati interi miei interventi (presi dal blog di Remox) che poi i vari iscritti commentano (pur non essendo io iscritto). Qualche esempio:

http://www.gialma.it/messaggidivini/index.php?topic=89.msg45909#msg45909
http://www.gialma.it/messaggidivini/index.php?topic=9.msg35257;topicseen#msg35257
http://www.gialma.it/messaggidivini/index.php?topic=9.msg43219;topicseen#msg43219
ecc.

Riguardo a questo:
UN GRAN PECCATO CHE LE SUE ANALISI SPARISCANO NEI NUMEROSI COMMENTI SUL BLOG "DUCA DEI TEMPI"

beh, questa è la sorte anche dei giornali ("Il giornale di oggi serve per incartare il pesce di domani").

Non credo che farsi il proprio blog sia una soluzione.
A mio parere, i cattolici, più che essere tante isole separate, dovrebbero cercare di aggregarsi attorno a qualche polo di attrazione (esempio: padre Leonardo M. Pompei).
Se ognuno vuol essere un centro di attrazione, finiamo per dividerci e farci competizione.

Bisognerebbe invece aggregarsi attorno a qualche "portabandiera" e dare il proprio contributo da lì, senza protagonismi.

Inoltre, tenere un blog può richiedere molto tempo e dedizione.
Commentare liberamente e senza impegno, invece, è anche divertente...
Di che si occupa il blog?
Vedo molte tematiche giuridiche.

Restando al tema trattato nei commenti qui riportati, in questi giorni, è uscita la presentazione dell'esortazione postsinodale "Amoris laetitia" del gesuita Domenico Marafioti, persona di grande autorevolezza. È preside presso la Facoltà teologica dell'Italia Meridionale di Napoli e insegna Teologia dei sacramenti (in particolare del matrimonio, dell'ordine e della penitenza).
Ebbene, nella sua presentazione, il teologo gesuita (che ho avuto modo di ascoltare con piacere) scrive (in maniera ovviamente più autorevole di me) esattamente le stesse cose che io scrissi nei commenti qui riportati sui "certi casi". Ossia, che l'unica chiave per la corretta interpretazione di Amoris Laetitia è l’insegnamento costante della Chiesa. Dunque, per i separati e i divorziati non cambia nulla, anche dopo l'esortazione: non possono ricevere l'Eucarestia (possono fare solo la Comunione spirituale).
Valgono cioè le regole di sempre: nessuna nuova norma è stata approvata canonicamente, né abrogata.

(continua...)

Anonimo ha detto...

Ho inviato il commento in tre parti.
Forse non è pervenuto.
Invio la seconda parte.

"...il papa nella 'Amoris laetitia' ha scritto oltre 56600 parole, ma non ha scritto queste cinque semplici parole: 'È possibile dare la comunione ai divorziati risposati'. Se lui non le ha scritte, ritengo che NESSUNO LE DEBBA INSERIRE, e NESSUNO DEVE FARE CIÒ CHE LUI NON HA DETTO".

Questo dice il gesuita Domenico Marafioti e tutti dovrebbero interpretare in questo senso, per il bene della Chiesa. E infatti egli scrive di voler dare dell'esortazione "una lettura ignaziana e cattolica". Ignaziana nel senso "che bisogna cercare sempre di interpretare bene quello che l’altro dice (Esercizi, n. 22)". E cattolica nel senso che bisogna "leggere questo testo secondo la normale fede cattolica".

Riporto la parte dell'articolo che egli dedica all'ottavo capitolo di "Amoris laetitia", il più discusso.
Può essere utile ribadire certe cose, con l'autorevolezza di chi insegna queste cose.

Egli scrive:

<<
>Il punto più difficile da interpretare è il n. 305 di "Amoris laetitia" che dice: "A causa dei condizionamenti o dei fattori attenuanti, è possibile che, entro una situazione oggettiva di peccato si possa vivere in grazia di Dio, ricevendo a tale scopo l’aiuto della Chiesa". Non ci fermiamo a considerare in che senso uno può essere in grazia di Dio stando in una situazione oggettiva di peccato. Certamente è giusto che tutti, in qualsiasi situazione, ricevano "l’aiuto della Chiesa". A questo punto il documento rinvia alla nota n. 351: "In certi casi, potrebbe essere anche l’aiuto dei sacramenti". E intende la confessione e la comunione, e precisa che l’eucaristia "non è un premio per i perfetti, ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli".

>Come interpretare il testo e questa spiegazione in nota? Ci sono due alternative, una "secondo l’insegnamento della Chiesa", come il papa stesso dice al n. 300; e un'altra che finirebbe per introdurre il divorzio nella Chiesa cattolica.

>La prima è questa. Il papa dice "in certi casi". Infatti ci sono due casi in cui è possibile dare la comunione ai divorziati risposati: quando vi è la certezza morale che il primo matrimonio era nullo, ma non ci sono le prove per dimostrarlo in sede giudiziaria (e pertanto non si può ottenere l’annullamento canonico); e poi quando i due divorziati risposati accettano di astenersi dagli atti propri dei coniugi, e quindi non vivono più come marito e moglie. In questi due casi si può dare la comunione, con l’attenzione a evitare il pericolo di scandalo.

>Ma si noti che il papa usa il condizionale "potrebbe essere": vuol dire che neppure lui è completamente certo che sia la cosa più opportuna. Questa osservazione vale soprattutto per la seconda alternativa. Infatti qualcuno potrebbe interpretare queste parole come se il papa autorizzasse a dare la comunione anche ai divorziati risposati, il cui primo matrimonio era vero e giusto, e nella seconda unione vivono come marito e moglie. MA LUI NON HA DATO QUESTA AUTORIZZAZIONE.

>Bisogna infatti dire con semplicità che il papa nella "Amoris laetitia" ha scritto oltre 56.600 parole, ma non ha scritto queste cinque semplici parole: "È possibile dare la comunione ai divorziati risposati". Perché non le ha scritte? Qualche motivo c’è. Se lui non le ha scritte, ritengo che NESSUNO LE DEBBA INSERIRE, E NESSUNO DEVE FARE CIÒ CHE LUI NON HA DETTO.

(continua...)

Anonimo ha detto...

Terza parte

>Papa Francesco infatti non vuole andare contro il magistero dei papi precedenti. Ecco tre loro affermazioni precise, in particolare di San Giovanni Paolo II che in "Familiaris consortio", n. 84, dice: "La Chiesa ribadisce la sua prassi, fondata sulla Sacra Scrittura, di non ammettere alla comunione eucaristica i divorziati risposati". In "Reconciliatio et paenitentia", n. 34, ancora Giovanni Paolo II dice che la Chiesa invita i suoi figli che si trovano in queste dolorose condizioni, e cioè sono divorziati risposati, "ad avvicinarsi alla misericordia divina per altre vie, non però per quella dei sacramenti della penitenza e dell’eucaristia". E Benedetto XVI, in "Sacramentum caritatis", n. 29, ribadisce: "Il sinodo dei vescovi [sull’eucaristia, del 2005] ha confermato la prassi della Chiesa di non ammettere ai sacramenti i divorziati risposati".

>Il contesto precisa il valore di queste chiare affermazioni. Leggendo i documenti della Chiesa non si può mettere in conflitto un sinodo con l’altro, e un papa con l’altro. Per l’ermeneutica della continuità, non si può attribuire a papa Francesco l’intenzione di cambiare questo insegnamento del magistero. Chi fa diversamente non fa un buon servizio al papa e alla Chiesa.

>Per il resto siamo tutti d’accordo che l’eucaristia è un "rimedio" per i malati, ma ci sono certi malati che sono allergici a certi farmaci, per esempio agli antibiotici: se li prendono, non guariscono, ma peggiorano. Ed è vero che è un "alimento per i deboli", ma ora sappiamo che vi sono le intolleranze alimentari, per esempio al glutine, e la cosa più buona, come il pane, si rivela dannoso per chi lo mangia.

>Sono solo esempi e altri se ne potrebbero portare, per dire la stessa cosa: l’eucaristia che è per la vita può diventare motivo di morte. Così diceva già san Tommaso d’Aquino: "Sumunt boni sumunt mali, sorte tamen inaequali, vitae vel interitus"; mangiano i buoni, mangiano i cattivi, con sorte differente, di vita o di morte.

>L’eucaristia è necessaria per la vita cristiana e per il cammino spirituale. Se però è ricevuta senza le disposizioni dovute, si rivela controproducente, come dicono chiaramente i testi di Matteo 22,1 1-14, e 1 Corinti 11, 27-30. Siamo in un momento delicato in cui bisogna accogliere l’invito di papa Francesco a favorire l’integrazione dei divorziati risposati nella comunità ecclesiale, ma non bisogna compromettere la verità della prassi sacramentale della Chiesa. La prudenza e il discernimento aiuteranno a trovare la via giusta.
>>
http://www.bibliotecabadiadicava.it/media/ASCOLTA-195.pdf

Ma riusciranno a trovare “la via giusta”?
Questi tentativi di interpretazione sono meritori perché cercano di salvare il salvabile di una esortazione che è oggettivamente lunga, confusa e ambigua.


Un saluto

dott. G.I.

Anonimo ha detto...

Ho inviato di nuovo le altre due parti mancanti.
Spero siano pervenute.

dott. G.I.

Fruimex Fru ha detto...

Buonasera,
Ben pervenuti suoi commenti, grazie!
Mi risparmia di andare a cercare i suoi interventi.
Appena sarò davanti a un pc dedicherò più tempo al mio riscontro.
Buona serata