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DUE PAPI IN SAN PIETRO. I PERCHE’ DI UN EVENTO MAI VISTO IN DUEMILA ANNI


di Antonio Socci 23 FEBBRAIO 2014 

Nella storia bimillenaria della Chiesa nessuno prima di ieri aveva mai visto in San Pietro due papi insieme e che si abbracciano come fratelli. E’ accaduto al Concistoro dove Francesco ha invitato a partecipare il papa emerito Benedetto XVI.

Francesco ha deviato la solenne processione d’ingresso per andare a salutarlo (poi, uscendo dalla basilica, ha deviato di nuovo per tornare da lui e scambiare alcune parole).

E’ la terza volta che i media immortalano il loro abbraccio. Nel marzo scorso a Castelgandolfo, poi nei giardini vaticani per la benedizione di una statua di San Michele Arcangelo.

Altre volte si sono incontrati e si incontrano privatamente a colazione, lontano dai giornalisti.

Ma quello di ieri è un caso particolare perché era una cerimonia pubblica solenne nella Basilica di San Pietro. Era un avvenimento ecclesiale molto importante, perché si trattava della creazione di 19 nuovi cardinali.

Per questo la partecipazione di papa Ratzinger ha avuto un rilievo particolare: è stata la prima volta, dal giorno del suo ritiro, che ha partecipato a una cerimonia pubblica. Doppiamente significativa questa sua presenza perché ieri, per la Chiesa, era la festa della Cattedra di San Pietro, quindi la festa del Papato.

IL MISTERO DELLA RINUNCIA

Prima di chiedersi cosa può significare questo “Concistoro dei due papi” (come è stato subito definito), bisogna constatare che Benedetto XVI è apparso in una buona forma fisica.

Sul suo vigore intellettuale non ci sono dubbi e chi ne avesse avuti li ha visti dissolvere, a settembre scorso, leggendo la formidabile risposta che Ratzinger ha fatto a un libro di Piergiorgio Odifreddi.

Una risposta pubblica in cui – pur con la sua consueta cortesia – gli ha impartito una vera e propria lezione. Scorrendo quelle pagine si può constatare che Ratzinger non è solo l’intelligenza più lucida (e ortodossa) della Chiesa, ma anche una delle menti più illuminate della nostra epoca.

Però la constatazione della sua buona forma fisica e della sua perfetta lucidità intellettuale, ripropone mille domande sui motivi della sua “rinuncia”.

Tutti i papi infatti, nel corso dei secoli, hanno vissuto i loro ultimi anni di pontificato disponendo di forze molto ridotte per l’avanzata età (basti ricordare il grande Giovanni Paolo II che ha fatto dell’ultimo suo periodo di ministero una testimonianza dalla croce).

E’ obiettivamente inspiegabile dunque il “ritiro” di un papa come Benedetto XVI che è tuttora in salute e perfettamente efficiente. Considerata la guerra spietata che gli è stata fatta, anche dentro alla Curia e alla Chiesa, fin dalla sua elezione, nel 2005, è del tutto legittimo sospettare che vi siano state pressioni indebite per indurlo al “ritiro”. O comunque che siano state create le condizioni per spingerlo a quel passo.

PAPA PER SEMPRE

Veniamo ora alle immagini viste ieri in San Pietro. Un vaticanista, ha scritto, in rete, che “Benedetto XVI, vestito di bianco, con il soprabito, era seduto in prima fila, come primo tra i cardinali”.

Solo che egli non è affatto un cardinale e neanche “il primo fra i cardinali”. Quello che è lo ha detto il Segretario di Stato Parolin, dopo aver salutato papa Francesco: “Salutiamo, con uguale affetto e venerazione, il Papa emerito, Sua Santità Benedetto XVI, lieti per la sua presenza in mezzo a noi…”.

Del resto lo stesso Francesco, l’11 febbraio scorso, lo ha chiamato “Sua Santità Benedetto XVI”. Molti sembra che non si accorgano dell’eccezionalità di questa situazione, della sua unicità, in tutta la storia della Chiesa. Evidentemente è dovuta ai tempi che la Chiesa si trova a vivere.

Ieri è stato lo stesso Francesco a renderla evidente al mondo intero. Vedendo quelle immagini infatti tornavano in mente (con tutte le domande del caso) le parole di Benedetto XVI, pronunciate il 27 febbraio 2013, quelle parole che sembra siano state rimosse da molti: “Il ‘sempre’ è anche un ‘per sempre’ - non c’è più un ritornare nel privato. La mia decisione di rinunciare all’esercizio attivo del ministero, non revoca questo”.

Ieri era evidente che “l’esercizio attivo del ministero” petrino è svolto da papa Francesco, ma pure che quel ministero, per quanto riguarda Benedetto XVI, non è “revocato” ed è “per sempre”.

Cosa significhi dal punto di vista ecclesiale non so dirlo. Ma il dovere dei giornalisti è quello di descrivere la realtà dei fatti così come sono, e, nel caso, di fare domande e chiedere spiegazioni e cercare di capire.

PERCHE’ E’ TORNATO

Eccoci dunque alla domanda sul significato della scelta di papa Francesco. Perché ha voluto Benedetto ieri in San Pietro al solenne Concistoro?

Forse è stato un gesto di cortesia. E’ la risposta più immediata. Ma forse anche la più banale e, a ben vedere, del tutto insoddisfacente.

Perché questo evento accade dopo un anno dal loro avvicendamento, un anno durante il quale ce ne sono state molte altre di cerimonie a cui Benedetto XVI avrebbe potuto partecipare. A cominciare dalla messa d’insediamento di Francesco.

Se dopo un anno si verifica un fatto del genere, che interrompe – per comune volontà di Bergoglio e di Ratzinger – l’“assenza” di Benedetto XVI dal mondo (che era stata annunciata come totale e definitiva), il motivo probabilmente è diverso. Più profondo e importante.

Nessuno è nella mente dei due papi, quindi è inutile fare illazioni. C’è però una coincidenza che fa riflettere. Proprio l’altroieri il Concistoro era stato aperto dalla relazione del cardinale Kasper sui temi caldissimi del prossimo Sinodo (relativi alle questioni della famiglia e dell’accesso ai sacramenti).

Kasper rappresenta le fazioni progressiste-moderniste della Chiesa, quelle che vogliono andare verso un sostanziale annacquamento della dottrina, ovvero – a mio avviso – verso l’autodemolizione della Chiesa, resa subalterna alle ideologie mondane.

Ratzinger – prima da cardinale, braccio destro di Giovanni Paolo II – e poi da Papa, è sempre stato considerato da queste fazioni come il grande avversario.

Egli ha rappresentato e rappresenta infatti non solo l’ortodossia, la fedeltà alla tradizione della Chiesa, ma anche una straordinaria intelligenza cattolica, capace di dialogare col mondo senza sottomettersi ad esso e – anzi – affascinando e attraendo le migliori intelligenze laiche.

CHIESA SOTTO ATTACCO

Nelle scorse settimane si sono fatte sentire molto le fazioni ecclesiastiche che vorrebbero fare del Sinodo una sorta di Vaticano III.

Del resto dall’esterno sono arrivate pressioni gravissime per un “rovesciamento” della dottrina cattolica: basti ricordare il recente fazioso attacco dell’Onu alla Chiesa.

Ma la presenza ieri in San Pietro, al Concistoro, di “Sua Santità Benedetto XVI”, chiesta da Francesco, è uno di quei fatti che parlano da soli.

Che fanno fare memoria della retta via e della retta dottrina. Dal momento che il dovere principale del Papa è proprio la custodia del “depositum fidei”.

Del resto la stessa omelia di Francesco, ieri, è stata – per così dire – di sapore ratzingeriano. Il Papa ha detto infatti ai nuovi cardinali: “La Chiesa ha bisogno del vostro coraggio, per annunciare il Vangelo in ogni occasione opportuna e non opportuna, e per dare testimonianza alla verità”.

Ha aggiunto che “la strada che Gesù sceglie è la via della croce… Diversamente dai discepoli di allora”, ha osservato il Papa “noi sappiamo che Gesù ha vinto, e non dovremmo avere paura della croce, anzi, nella croce abbiamo la nostra speranza. Eppure, siamo anche noi pur sempre umani, peccatori, e siamo esposti alla tentazione di pensare alla maniera degli uomini e non di Dio”.

Questo modo mondano di pensare produce poi “le rivalità, le invidie, le fazioni”. Il Papa ha chiesto dunque ai cardinali di respingere la mentalità del mondo.

Infine ha ricordato ai pastori che il gregge di Cristo è perseguitato in molte parti del pianeta, invitando a “lottare contro ogni discriminazione”, a pregare per questi fedeli e a confortarli nella prova in tutti i modi. Francesco ha parlato come Benedetto.

Antonio Socci 23 febbraio 2014





Mi hanno chiesto: “Cara Simonetta, come mai scrive che adesso ci sono in campo due autorità nella Chiesa, quella Spirituale e quella giurisdizionale? La guida suprema è una sola, il capo è Pietro.BXVI ha rinunciato ed è stato eletto il successore. E’ così semplice



Purtroppo no, non è così semplice. Perché il successore di Pietro, nel corso dei secoli, ha sommato nella sua persona due potestà, quella spirituale e quella giurisdizionale, che oggi sono tornate a dividersi come in origine in capo a due soggetti diversi, Benedetto XVI e il nuovo Vescovo di Roma.


Supreme sono entrambe le potestà, perché entrambe sono al vertice della gerarchia istituzionale dell’intero popolo cristiano. Ma quanto all’origine, alla natura e alle modalità di esercizio le due potestà - quella di guida spirituale e quella di governo giurisdizionale – sono profondamente differenti.

Quanto all’origine, la potestà di guida spirituale dei cristiani, suprema in materia di fede, è quella conferita da Gesù in persona a Pietro, quando gli ha attribuito con le chiavi il potere universale di “legare e sciogliere in cielo e in terra”:

Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che legherai in terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai in terra sarà sciolto nei cieli. (Vangelo di Matteo 16, 19)

Ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli. (Vangelo di Luca 22,32)

Mentre la potestà di governo giurisdizionale, suprema in materia di diritto canonico, è quanto all’origine quella che il Vescovo di Roma ha assunto quando ha ereditato la suprema autorità giurisdizionale trans-nazionale dell’Imperatore Romano sulle sovranità nazionali dei popoli, a causa del disfacimento dell’Impero.

Quanto, poi, alle modalità di esercizio delle due potestà c’è da dire quanto segue.

La potestà di guida spirituale, suprema in materia di fede, essendo conferita direttamente da Cristo è un sigillo interiore dello Spirito e come tale è personale e permanente a vita, cioè una volta che è stato recepito con l’accettazione non è più rinunciabile e impegna alla testimonianza in materia di fede fino alla morte.

Dal quaderno n 3905 del 2 marzo 2013 de "La Civiltà Cattolica", pp. 445-462: Disciplina canonica – In Udg Introd., con riferimento in nota al c. 332, § 1, viene dichiarato che è dottrina di fede («doctrina est fidei»), quindi di istituzione divina, che la potestà del Sommo Pontefice deriva dallo stesso Cristo. Questo innanzitutto vuol dire che al Romano Pontefice non conferisce la sua suprema potestà personale nessuna autorità umana, né civile né ecclesiastica, come potrebbe essere il Collegio Cardinalizio o un Concilio Ecumenico o un Sinodo dei Vescovi, in quanto il Romano Pontefice è sottoposto solo a Cristo, di cui è Vicario universale e visibile qui in terra.

In questa nota dottrinale de "La Civiltà Cattolica", la rivista dei gesuiti di Roma che è stampata con il previo controllo e con l'autorizzazione della segreteria di Stato Vaticana, - si noti bene - si identifica il Romano Pontefice con il Vicario di Cristo e si spiega che la sua potestà spirituale gli viene direttamente da Cristo e non gli è attribuita da “nessuna autorità umana, né civile né ecclesiastica”.

Invece, la potestà di governo giurisdizionale, suprema in materia di diritto canonico, viene conferita dal Collegio Cardinalizio come eredità istituzionale dal momento della cessazione dell’Impero Romano; è un incarico d’ufficio e come tale rinunciabile e soggetto a evoluzione giuridica.

Pertanto, il compito specifico del Collegio Cardinalizio nell’elezione del Romano Pontefice è quello specifico del discernimento: i Cardinali hanno il dovere di riconoscere chi sia colui che è stato eletto da Cristo a succedere a Pietro e di attribuirgli le funzioni che gli spettano per legge canonica nei confronti del popolo di Dio.

Le funzioni che per la normativa istituzionale il Collegio Cardinalizio deve attribuire al Vicario di Cristo Romano Pontefice eletto dallo Spirito sono: la guida della Diocesi di Roma che gli spetta in quanto successore di Pietro e la potestà di giurisdizione su tutta la Chiesa che per diritto canonico spetta al Vescovo di Roma.

Di conseguenza, quanto alla natura delle due potestà risulta che: la potestà di guida spirituale del Vicario di Cristo - che nella nota dottrinale della rivista dei gesuiti sopra citata è identificato con il Romano Pontefice - è di istituzione divina poiché proviene direttamente da Gesù in persona, e non gli è conferita da “nessuna autorità umana, né civile né ecclesiastica”; mentre, la potestà di governo giurisdizionale ha natura di istituzione terrena derivante dall’evoluzione storica dei rapporti istituzionali tra il potere religioso della Chiesa di Roma e il potere temporale dell’Impero Romano.

Perciò, sintetizzando, in conclusione dobbiamo dire che 

la potestà di guida spirituale è l’investitura del Vicario di Cristo che è sigillo interiore e permanente dello Spirito Santo, è universale, ed è suprema in materia di fede; 

la potestà di governo giurisdizionale è l’investitura del Vescovo di Roma che è incarico d’ufficio istituzionale rinunciabile, è trans-nazionale ed è suprema in materia di diritto canonico. 

Sua Santità Benedetto XVI ha rinunciato all’incarico dell’ufficio di governo trans-nazionale del Vescovo di Roma, che è passato ad altri; in lui è rimasta, quale Vicario di Cristo a vita, la potestà di guida spirituale, suprema in materia di fede, che gli viene dallo Spirito e come tale permane fino alla morte.

Ecco che le due potestà del successore di Pietro si trovano in capo a due soggetti diversi, che costituiscono oggi le due autorità distinte e separate al vertice della cristianità: BXVI il Vicario di Cristo, suprema autorità di guida cristiana in materia di fede e il Vescovo di Roma, suprema autorità di governo trans-nazionale in materia di giurisdizione.

I due diversi ambiti di competenza delle due autorità supreme della cristianità devono essere correttamente intesi dal popolo di Dio, perché rinnegare lo Spirito che ha investito indelebilmente, fino alla morte, BXVI come Vicario di Cristo è il peccato peggiore che un sacerdote possa commettere. E additare la potestà di governo giurisdizionale del Vescovo di Roma come unica guida significa consegnare il gregge all’apostasia.

Commenti al Post: 


pccmar47 il 12/05/13 alle 23:54 via WEB
il Vescovo di Roma anziché risiedere in Vaticano ha preferito restare in Santa Marta, non è che Lui stesso implicitamente con le sue azioni è conscio di essere in carica al governo giurisdizionale della Chiesa e quindi si "sente" meglio fuori dal Vaticano?? Partendo dal presupposto che ognuno di noi fa quello che si sente ....il Vescovo di Roma si sente appunto Vescovo?!?! Dovrebbe risoponderci Lui....chissà che non lo faccia!!!



eternascontenta il 18/05/13 alle 07:09 via WEB
leggendo questo post, estremamente significativo e chiarificante, rimango un po' attonita.... quello che vedo all'interno del popolo di Dio è confusione: si ritiene che il Papa emerito abbia rinunciato anche alla guida spirituale che invece è stata attribuita a Papa Francesco. La verità è ben diversa; ma perché queste specifiche, che cambiano completamente il quadro della situazione, non sono chiarite? e soprattutto CHI AVREBBE IL COMPITO DI CHIARILE? certo è materia specifica, si parla di diritto canonico, non tutto il popolo di Dio ha queste competenze, anzi direi che la maggioranza non ha mai o quasi avuto a che fare con questa materia (io sono tra questi)!


versolaluce il 19/05/13 alle 01:24 via WEB
Pensa che questo post l'ho scritto dettandolo al telefono a Etta, una lettrice del Blog, a causa dell'attacco hacker che mi impedisce di accedere regolarmente al pc...Insomma in condizioni di massima difficoltà, perciò se è chiaro ed efficace è davvero un grosso risultato! I principali incaricati di insegnare le cose della chiesa e di Dio sono i sacerdoti, ma a causa della maggioranza cristiano-giudaizzata che domina incontrastata tra essi,diventano anche i principali controinteressati ad insegnare la verità...

Adesso i vescovi vestiti di bianco sono due. E due le autorità in campo

                                  di Anima Mistica 10 Maggio 2013


La novità epocale c'è ed è incontestabile: Benedetto XVI è rientrato in Vaticano ed ha trovato ad accoglierlo il Vescovo di Roma, due vescovi vestiti di bianco si sono stretti la mano. BXVI ha commentato così il suo arrivo: “Qui è accogliente. Si può lavorare bene...”

Cosa sta accadendo? Le due potestà del successore di Pietro, quella spirituale di Vicario di Cristo e quella giurisdizionale di Vescovo di Roma, non sono più congiunte nella stessa persona, ma si fronteggiano in due distinte autorità come alle origini, e devono trovare il modo di cooperare al bene del popolo di Dio.

Perché ciò che normalmente non si sa, o non si ha ben presente, è che sulle spalle del successore di Pietro grava una doppia investitura: quella spirituale di Vicario di Cristo, che gli viene direttamente dall'essere prescelto come guida del popolo da Gesù in persona e quella temporale, che gli viene dall'incarico di governo giurisdizionale che il vescovo di Roma assume sulla chiesa universale. L'unione delle due investiture, poi, – quella spirituale di vescovo Vicario di Cristo e quella temporale di governo giurisdizionale della chiesa - non è l'eredità originaria che deriva dal tempo di Pietro, bensì è la formulazione che sopravviene storicamente solo vari secoli più tardi.

La formulazione del ruolo di Pietro in origine è di essere la guida spirituale del popolo di Dio scelta da Gesù come suo Vicario in terra. Pietro si stabilì poi a Roma, chiamando la sua comunità "la chiesa che è in Babilonia".

Dopo alcune generazioni, il clero romano raccolse pressoché integralmente la struttura politico-economica trans-nazionale dell'impero romano, fondata su diocesi e prefetture, prefetti e vicari. I vescovi in questo modo sommarono alla loro potestà di guida spirituale sul popolo di Dio, derivante dal sacramento dell'Ordinazione, anche il governo materiale della cristianità derivante dall'avere ereditato l'impero dei Romani. Fu così che i successori di Pietro, in quanto vescovi, si ritrovarono a dover svolgere anche l'ufficio di governo della struttura giurisdizionale universale della chiesa.

Dal momento in cui Benedetto XVI ha dismesso l'ufficio di governo giurisdizionale della chiesa, la struttura dell'autorità al vertice della chiesa si è modificata in questo modo: una investitura di potestà spirituale (permanente) da un lato, ed una investitura di potestà (rinunciabile) di governo giurisdizionale dall'altro, che non sono più congiunte nella stessa persona.

Ciò è una novità epocale per la chiesa di portata spirituale ed istituzionale gigantesca, che il popolo di Dio non solo non può ignorare, ma che ha necessità di imparare a conoscere per essere in grado di attribuire il giusto valore e di dare la dovuta attuazione a quanto verrà dalle due diverse autorità attualmente in campo: quanto alla guida spirituale da parte di Benedetto XVI e quanto al governo giurisdizionale da parte del nuovo Vescovo di Roma. Perché rinnegare l'investitura indelebile dello Spirito nel Vicario di Cristo e additare come unica guida l'autorità di governo giurisdizionale significa gettare il popolo cristiano nell'apostasia.

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sauloe il 11/05/13 alle 13:15 via WEB
ma veramente credete di dire cose sensate? a me non pare proprio una preghiera saulo
(Rispondi)


eternascontenta il 18/05/13 alle 07:22 via WEB
mi puoi spiegare più concretamente cosa significa: "struttura politico-economica trans-nazionale dell'impero romano, fondata su diocesi e prefetture, prefetti e vicari". grazie
(Rispondi)


versolaluce il 19/05/13 alle 01:31 via WEB
Significa che l'Impero romano (che riuniva e governava molte nazioni, potere trans-nazionale) era suddiviso amministrativamente in regioni chiamate diocesi e prefetture e governata da funzionari, rappresentanti dell'Imperatore, chiamati prefetti e vicari.
(Rispondi)

8 commenti:

vincenzo ha detto...

Posso condividere alcune cose e anche considerarti con rispetto,simpatia e considerarvi preziosi, ma non credo che queste osservazioni di carattere storico e giuridico siano sufficienti per arrivare alle conclusioni presentate per il presente e ancor piu' a quelle prospettate.per il futuro.Sembra una forzatura determinata dalla volonta' di arrivare a "quella"conclusione ,purtroppo,,ma si capisce che non c'e' malizia,meglio cosi',credo, che li'indifferenza.Concretamente,guarderei ai Sacramenti .Vi domando:se Francesco ordina dei Vescovi ,che ordinano dei Sacerdoti,secondo voi, ne ha facolta?I Sacramenti e le Messe celebrate da essi sono validi?Per me,si'.Perche' un Conclave con l'invocazione allo Spirito per eleggere Francesco?Il Vescovo emerito della mia Diocesi, ritiratosi,ricordo che durante le feste patronali veniva accolto in Basilica, concelebrava e faceva l'omelia, si sentiva ancora vescovo "dentro"e lo era,ma cio' non toglie che il nuovo vescovo fosse nella pienezza delle sue prerogative.Quando in Atti gli Apostoli decidono di dedicarsi solo alla parte spirituale,nominano i Diaconi e non degli altri Apostoli di tipo esclusivamente amministrativo.In Esodo,quando Mose' va sul Monte per ricevere le Tavole della Legge,se la sbriga lbuona,dicendo agli anziani che per qualche questione si rivolgessero ad Aronne e Hur,e non raduna il popolo,non fa sacrificio e non fa nulla di solenne,e infatti conserva in se' l'autorita',ma invece un Conclave e' ben altra cosa.,non solo, ovviamente,nela forma storica, ma anche nella sostanza,se un minimo di raffronto si puo' fare,cosi' come nel N.T.Cristo in casi di effettivo conferimento di carismi fa gesti solenni,collegati con lo Spirito Santo,quale sostanzialmente e formalmente e' un Conclave regolarmente convocato .

Fruimex Fru ha detto...

Scusa il ritardo nella risposta ma mi ritrovo a vivere emergenze di salute e non solo.....
Rispondo alle tue domande MA TIENI BEN PRESENTE CHE E' SOLO
L' OPINIONE MIA maturata con studi e ricerche quindi da prendere con beneficio di inventario.

D - se Francesco ordina dei Vescovi ,che ordinano dei Sacerdoti,secondo voi, ne ha facolta?
R - non ho ancora trovata risposta autorevole a questa domanda che anch'io mi sono fatta, il mio pensiero è che nell'ordinazione del Vescovo chi agisce è Cristo per le mani del suo VICARIO.
Appena troverò una risposta da fonte seria e sicura commenterò di nuovo
D - I Sacramenti e le Messe celebrate da essi sono validi?
R - I Sacramenti e le Messe che vengono celebrate sono validI perchè Cristo ha provveduto che: durante la Messa, indipendentemente dalla fede del sacerdote celebrante, la Consacrazione con la recita delle formule di rito si concretizzasse la TRANSUSTANZIAZIONE.
La risposta specifica alla validità del ministero dei sacerdoti la trovi dal m.36,55 in avanti, io permango con molti dubbi sulle facoltà in potere del Vescovo di Roma pur essendo egli al soglio di Pietro eletto in un Conclave dove, per chi crede, opera lo Spirito Santo.
La confusione che si respira in ambito cattolico è tale e tanta che si spera di avere al più presto delle chiarificazioni da chi ne ha competenza.
Ho però il timore che prossimamente vedremo e sentiremo parlare della spaccatura che nella Chiesa c'è .....che Cristo ci assista, già sappiamo che la Chiesa ne uscirà vittoriosa, ma la Chiesa di Cristo non la chiesa di coloro che in nome della modernità vorrebbero calpestare i dogmi della Chiesa stessa.
Chi ti risponde è una donna alla ricerca della Verità ma per quanto studi e faccia ricerca...non l'ha ancora trovata.
buona serata


P.S. Ti suggerisco di vedere tutto il video di cui al link sotto, non solo dal minuto sopracitato, potrai avere alcuni chiarimenti più precisi e circostanziati


https://www.youtube.com/watch?v=nvKbXepLq6I&list=UURi5q7jBv9xmI0l8D0TdGbQ

vincenzo ha detto...

Sei gentile di animo e ti faccio i migliori auguri per la tua salute e per tutto quanto. La mia presunzione mi ha portato a fare degli sbagli,le cui conseguenze,finora,permangono,anche se...Osea2,14-15-16 19-20 era la prima di lunedi' scorso,settimana xiv tempo ordinario.Questo e' per te,per la tua Pace, perche' Dio e' Pace,anche nel dolore, non e' tormento,parla a Elia in un vento leggero..Guida la nostra vita,ci da' giorni per festeggiare e giorni invece per riflettere(Qoelet7,13-18),la prima Verita' e' la Sua Fedelta',sorprendente,il Suo Nome,e quando torna con un dono ,e una sorpresa ti accorgi che sei felice non solo per il dono e la soluzione soprprendente, e per te stesso,ma per la Bellezza del Suo Nome,che e' un Verbo,e ti senti portato dentro la preghiera stessa di Dio,ne fai parte, e senti ,per qualche istante,che questo e' tutto cio' che sei,e a cui aneli da sempre".Nulla ti turba nulla ti spaventa,solo Dio basta". Si', perche' Dio "Prega",da sempre e per sempre, Dio e' Preghiera,Prega per Essere e Voler Essere quel che E', cioe'la sua Essenza,e se per assurdo trovasse uno che prega meglio di quanto non faccia egli stesso,"gli piegherebbe il ginocchio"Si',il Pellegrino Cherubico di Joannes Schaeffler,libro che adorai ma non lessi tutto, non importa,.fa per te,o meglio, fa per il tuo riposo e non il tuo tormento,solidamente ortodosso sia pure nel suo gusto goliardico di sorprendere con paradossi ed eresie solo apparenti.Goditelo,centellinandolo come un Whisky, e riposati,te lo dico con calore.Vorrei darti la mia tranquillita' senza la mia superficialita',la grande considerazione per il Magistero della Chiesa Cattolica e la fiducia infinita che sentii molti anni fa ,specialmente a partire dalle due volte ,due giorni feriali,in cui dopo essermi confessato ed essermi ,durante la Confessione, allargato a citare un passo del Vangelo che mi sembrava pertinente, subito dopo nella Messa di giorno feriale,scoprii con sorpresa che quello era la seconda lettura del giorno.Un grande abbraccio personale di accoglienza a me e un compito:il Messale Quotidiano,vera e propria ricerca della Verita' che ti viene incontro e ti prende in braccio e ti solleva, ti fa scoprire da solo i sensi tipici e ti fa detestare i libri dove si trovano gia' "fatti".La dolcezza di alcuni Salmi....Quanto ai Sacramenti nella mia domanda piu' sopra,so circa la dottrina sul "ex opere operato",ma ne so poco, credo riguardi i casi di peccato del Celebrante,ma se l'Ordinazione non fosse valida, credo che il caso non rientri in questa Dottrina.Comunque "Tutto e' grazia"(Bernanos)e Gv.4,21-24...Questo passo puo' dare serenita' perfino ai filosofi, antichi e dell'ultimo secolo trascorso,puo' darla anche a te,senza distoglierti dalla tua ricerca:ricerca che sono convinto e' una risposta di amore e di fedelta' alla Fedelta' di Dio.Ma escludendo la fantasia personale.Ricordo anni fa di aver discusso con una cristiana impegnata, sposata e madre:sosteneva che Maria da ragazzina pensava di sposarsi e fare figli,ma che l'Annunciazione in pratica glielo impedi', chiedendole un sacrificio..io sapevo che in realta' Maria fin da piccola era votata alla verginita' e alla custodia del tempio in una vita di preghiera,era anche discendente da una famiglia di tradizione sacerdotale(mentre Giuseppe era di stirpe regale)...Mi feci segretamente l'idea che quella cristiana sposa e madre, dovesse intimamente considerare la verginita' totale di Maria come qualcosa che ,a parole, sminuiva la grandezza della risposta di Maria, ma in realta' forse era percepita come sminuente se medesima. Per caso, solo pochi giorni dopo, Woytila in una sua lezione,confermo' quel che sostenevo io,sulla scelta di Maria fin da piccola. Debolezze innocenti,piccole di cui ,forse,Dio sorride compiaciuto,Perche' purtroppo il Suo Regno non e' di questo mondo.Grazie ,amica.

Fruimex Fru ha detto...

ciao, grazie degli auguri, ora non posso risponderti come vorrei, mi manca il tempo ho sempre a tavola minimo 6 o 7 affamati, figli, nipoti grandi e figli dei figli, per cui puoi immaginare....per il blog mi rimane la tarda sera e manco sempre.
Mi piace parlare di Dio di Scritture di Cristo e di Maria, ora ho scoperto Don Leonardo Maria Pompei, mi pare assennato nonostante la giovane età, e mi sono ripromessa di vedere ed udire tutte le sue omelie e le sue pubblicazioni - video ed mp3.
Spassionatamente ti dico che io vorrei che i sacerdoti fossero tutti come lui.
Maria ci dice sempre per bocca dei suoi strumenti che dobbiamo pregare per loro instancabilmente.
Maria era già nel pensiero del Padre fin dagli albori della creazione.....ne parleremo se vuoi....ora devo proprio andare altrimenti sento troppe le bocche che urlano.
a presto
grazie

vincenzo ha detto...

Grazie,ho visto ora la tua risposta, leggero' qualcosa di quel sacerdote.Chiaro che abbiamo un approccio differente:io ormai leggo come mangia un uccellino,,non come i tuoi figli e nipoti...qualcosa mi blocca, come se un dolore vero ,scavandomi, fosse la lettura principale.Arrivare a capire una catechesi, p.es. sulla Lettera ai Romani e sulla natura,attraverso proprie riflessioni, e poi trovare la catechesi e accorgersi che dice la stessa cosa,non e' come quando da giovane la leggevo,credevo di capirla e poi la dimenticavo.Forse questo intende Maria quando parla di Preghiera del Cuore.Ma certamente anche tu vivi la preghiera del cuore,e hai anche una passione sana e intatta,un entusiasmo.La questione su Maria di cui accennavo sopra, la vedo proprio interna alla questione del modernismo post Vaticano II.Infatti, va bene che tutti, anche i laici, siano chiamati alla santita',ognuno nelle sue forme.Ma poi,che ne viene?Che magari qualche fedele,trovi difficolta' ad accettare che Dio,volendo avere un Figlio con l'Umanita',e non volendo fare come gli dei mitologici,si rivolga non a una donna laica, ma a una consacrata.Fosse stata una laica,sarebbe piu' in linea, per alcuni,ma che Dio scelga una consacrata,li disturba,sembra che la santita' di un laico diventi di serie B.Mi sembra ,al cuore, la stessa tentazione del'Eden,o la stessa prova:dove cadere e' conseguenza di spostare l'attenzione sui meriti invece che sul dono ricevuto,sull'avarizia dell'essere invece che sulla gioia da trasmettere,sulla conservazione della propria felicita',turbata dalle parole del serpente,piu' che sul dinamismo di perdersi in Dio per ritrovarsi in Dio, increati,eppure ancora persone,attraverso una unione sponsale simile a una morte dolce come quella della Maria storica.Dopo la caduta, invece, vale,in sintesi, l'ultima strofa della "Quiete dopo la tempesta " del Leopardi,o la distinzione di San Francesco, tra morte prima e morte seconda.In fondo,diventare Santi,diventa, per questi, diventare Dio...il che e' pure nei disegni di Dio,come lo era nell'Eden...ma trasformare un'aspirazione buonai n deviazione, e' appunto l'arte "diabolica"Menzogna, poi accusa falsa, e poi violenza.E guarda caso, proprio di questo viene accusato Gesu':perche' in fondo la caduta aveva fatto perdere,anche a livello culturale, la concezione stessa del destino dell'uomo secondo il disegno di Dio:e se avesse il senso dell'umorismo, il diavolo si sarebbe divertito,nel riuscire prima a portare l'Umanita' a offendere Dio perche' vuole diventare come Dio, e poi a offenderlo perche' non lo spera neanche!Tentazione di seduzione la prima, e di scoraggiamento la seconda:,da manuale.Quella stessa cristiana, lungi da me demonizzarla,che si era inventata una vita di Maria pre Annunciazione smentita da Woytila, tra gli altri, faccio solo per spiegare,anni dopo,all'elezione di Ratzinger mi disse che non le piaceva e ne preferiva un altro...stupendomi, perche' per me una scelta dello Spirito si medita, si "ascolta"non si discute..e quindi si "obbedisce"da audio latino.Ciaograzie,,buon proseguimento.

vincenzo ha detto...

Si, grazie,ho ascoltato don Leonardo mentre spiega il segreto di La Salette,e' solo una briciola, ma ci vedo il prete vero, sono contento per te,vuol dire che sei sulla buona strada.Anche se ,come stile, a me piace la sintesi dei Salmi e delle Scritture,che in un attimo illumina, raggiunge il cuore e mette sull'attenti, come a volte fa ill mattino, che ha l'oro in bocca, in cui la Sapienza, che non e' lontana da ciascuno, ma e' sulla bocca e nel cuore, ci precede e bussa alla porta,in un rapporto personale.Ho sperimentato che Maria,la quale conservava e meditava nel suo cuore le Scritture e quanto Le accadeva, e' come un Avvocato,che via via nel corso della nostra esistenza,in collaborazione con lo Spirito, mette davanti leggi, riferimenti, e da' una base personale alla nosta Fede.Per il resto la "prolissita",tra virgolette, ce la metto gia' io,cioe' lo stile "Giovanneo"di ripetere, ritornare sopra un concetto per interiorizzare e approfondire.In questo, devo dire che mi e' congeniale accettare le critiche che fece il Santo Uffizio nel mettere all'Indice gli scritti Valtortiani,cioe' nel trovarli discutibili,anche se corretti nella Dottrina e sublimi nella profondita', e sinceramente non sento molto interesse alla Rivelazioni Private, perche' gia' c'e' un materiale enorme , nella Chiesa Cattolica, a prescindere da queste, dico Scrittura e tradizione,e Vite dei Santi,per cui ne mangio a spizzichi come un uccellino.Poi ,anche perche' i momenti forti ,che mi rimangono stampati, sono quelli legati alle Scritture.Nonostante quel che ne dice Biglino oppure Pierluigi Odifreddi..Sara' che sono un semplice, un piccolo,eppure pensa che da 17 a 22 anni ero un fans di Bertrand Russell!Ora c'e' Odifreddi che cerca di porsi su quelle orme, ma,come si dice...DIFFIDARE DELLE IMITAZIONI!Ciao,e grazie per i post interessanti che selezioni per il tuo blog,da altri siti. P.S...l'immagine di Babilonia La Grande, qua sotto, ha qualcosa che mi ricorda le popo stars proposte oggi dallo Stars Sistem,uno spirito di lussuria e di lascivia,e di generale rilassamento,proposto e distribuito su scala globale,La Verita', invece, sta da un'altra parte.Conoscevo solo indirettamente lo scritto di Santa Caterina da Genova, sul Purgatorio,má letto direttamente mi ha colpito, perche' in quello scritto veramente le anime nostre sono viste in relazione a Dio, che sta al primo posto:mica per niente la Chiesa ci indica di meditare i Novissimi.Cosa buona la ricerca e la curiosita, buonissima la fiducia in Dio e nella Sua Misericordia,ma c'e' anche questa Verita' dura, che e' l'Ascesi indispensabile,attiva nella esistenza terrena, e poi in parte passiva nel Purgatorio.L'importanza ,quindi, della Volonta', sintetizzata nell'Atto di Speranza.In quel testo ci sono anche due cose che mi hanno "raggiunto".Una ,che l'ultima parte dell'avvicinamento a Dio, puo' essere fatto solo dall'azione di Dio, senza alcun intervento dell'Anima, e questo mi ha ricordato sia il Transito di Maria,a cui mancava solo quest'ultimo passo, essendo gia' creata come Immacolata Concezione,sia,in qualche modo i rapimenti mistici descritti da Dante Alighieri,per restare sul piu' popolare.Altra cosa che mi ha un poco rassicurato, e' la decrizione dell'Inferno, che non conoscevo,dove la Misericordia di Dio reca un qualche sollievo,essendo la sofferenza illimitata nel tempo ma non nella quantita'...c'e' come un tempo di pausa,dalle attivita' infernali, se capisco bene, in cui riposare nella Misericordia di Dio,sapendo pero' di non potere ne' volere coglierla,e per sempre.Ironia a parte, mi sembra molro realistico, perche' in fondo non e' che la ripetizione dell'esistenza terrena del dannato,rivissuta e fissata eternamente senza affrancarsi da questo ciclo.

Fruimex Fru ha detto...

Ciao, non sono sparita, problemi - vedi post di oggi su cancro -mi hanno tenuta fuori e lontana da pc e tastiera.
Io sono convinta che la santità la può"guadagnare" anche un laico,basta che lo voglia.
Il disegno di Dio era sicuramente un altro e l'umanità intera ha pagato e sta pagando quella caduta dei progenitori.
Altrettanto certo è che siamo nei cento anni concessi a satana, come da risaputa visione di Papa Leone XIII del 1884.
Che le porte degli infermi non prevarranno è mia convinzione, credo nelle scritture chècchè ne dicano Odifreddi e Biglino.
Che ci tocchi passare attraverso la tribolazione è cosa che si "sente" se si ha un po' d'orecchio spirituale e ci si da un giro attorno, ma che sia un giro a tutto tondo, attualità, economia, finanza e grandi potenze comprese.
Il perchè ci ritroviamo con due Papi me lo sto chiedendo dal febbraio dello scorso anno, cosa ci riservino questi due Papi non dovremo attendere molto per scoprirlo e dovremo tenere bene le orecchie tese a cogliere ogni sfumatura, nel rispetto di entrambi perchè conosciamo l'azione dello Spirito Santo ma sappiamo anche quanto "fumo di satana" ci sia in Vaticano.
Woytila ha entusiasmato tutti,per essere sincera Papa Ratzinger è l'unico tedesco che mi piaccia.
Alla gente purtroppo piace di più chi è meno "liturgico" e più sportivo.
Vedo di leggere gli altri tuoi lunghi commenti e dirti la mia
buon proseguimento anche a te
Piera

Fruimex Fru ha detto...

Grazie a te.
Pochi anni fa trascorrevo dozzine di ore al giorno davanti al pc e ti avrei risposto in tempo reale, oggi è già tanto se riesco a stare una due ore a settimana.
Si, Don Leonardo è un Sacerdote con la S maiuscola, ci vuole del tempo per sentire e guardare tutto il materiale che ha messo in rete.
Avremmo bisogno di preti come lui in ogni parrocchia, oggi ci vogliono uomini che veramente siano innamorati di Cristo e di Maria e che questa passione traspaia da ogni loro parola ed azione.
Anche a me piacciono i salmi ed il N.T. un po' meno il V.T. ma non mi bastano, è dal 1997 che approfondisco Cristo e Maria, vuoi con le letture dei Santi vuoi con la frequentazione in rete delle esperienze dei profeti di oggi, pesando ogni loro scritto e scartando ciò che non mi convince.
Con la Valtorta abbiamo dei dettagli che nei Vangeli non troviamo, con la Emmerick "vediamo" una passione che è stata cruenta che più cruenta non si può e non mi stupisco che Mel Gibson abbia attinto agli scritti della Emmerick per il suo film.
Non ho letto Russel, conosco i suoi aforismi. alcuni li condivido, altri no.
Si leggere e sentire sul Purgatorio e sull' inferno fa riflettere, oggi se parli dei Novissimi con qualcuno al di sotto dei 60anni ti dice: eh? che cosa sono?
Ho sempre pensato che la Divina Commedia sia dovuta ad un'ispirazione mistica.
L'inferno, ne sappiamo poco perchè da quasi 50 anni chi di competenza non ne ha più parlato e pare che la gente non lo tema più, sbagliando, quando se ne renderanno conto sarà tardi purtroppo.
Questo è il periodo della Misericordia di Dio e dobbiamo usarlo bene finchè siamo in tempo.
Ottima la catechesi di Don Leonardo "Chi sono io in verità per poter amare"
https://www.youtube.com/playlist?list=PLXFtgJNOSzWh3YSQFPHIDAyI43_2vtVeI
E' diretta ai giovani ma fa bene anche alle nonne come me!.
Ora vado a leggere altro tuo commento di 3 step se non riesco stasera ti rispondo domani.
Grazie amico in Cristo